venerdì, 28 novembre 2008

Ecco come un tornare a casa dall’ufficio, dopo una estenuante giornata di spiegazioni (sempre le stesse) all’utenza che fa domande ma non vuole capire le risposte, si trasforma in un decisamente in un pomeriggi di collera, avvilimento, sdegno. Tornare a casa e trovare la propria porta chiusa ma senza la toppa per la chiave ti fa girare le palle perché sai che sei stato visitato dai topi ma speri che non sia così. Sei avvilito per la confusione dei cassetti e armadi svuotati, libri e lettere buttati per aria. Sei sdegnato non tanto per le poche che quei rubagalline han portato via, ma per quello che esse rappresentavano per te. E soprattutto sei sdegnato per la tua intimità violentata. I tuoi abiti e maglioni, mutande e calzini sparpagliati per tutta la casa come nei lager dopo un’esecuzione. Ma questo puoi sopportarlo. Quello che VERAMENTE non si può sopportare è che ti abbiano rubato LE SIGARETTE CAZZO! E a quell’ora tutti i tabaccai sono chiusi! E ti senti perso e la collera di cui sopra si trasforma in stizza, rabbia, furore, bile, delirio, RAPTUS! E se prima eri disposto a perdonare essi che non sanno quello che hanno fatto (così fan tutti) adesso no, no cazzo. In quei momenti di alienazione mentale richiedi a gran voce e nell’ordine, la pena di morte, riapertura dei lager di Gentilini, dare fuoco ai barbùn, calci in culo a Gasparri (in culo non in faccia!), giri di chiglia a Dalema (la chigli del suo Icarus), pena di morte di nuovo, laserizzare definitivamente il cuoio cappelluto (la testa gnurànt …zzo avete capito!)e costringerlo a cantare “Fischia il vento” o, in subordine “Bandiera rossa” accompagnato dal fido Fede in controcanto, colorare Uòlter col lucido da scarpe color Testa di Moro e fargli cantare, dopo un ragionevole numero di manganellate “Ti saluto vado in Abissinia” o, in subordine “Fischia il sasso” con Franceschini a lucidarlo con morbida vero pelo 100x100 naturale di Aye Aye, dare fuoco ai babùn che fa freddo, affanculo ai radicali, Brunetta Bassotto Bastardo (per brevità BBB), rimodernare i lager di Gentilini che quelli di prima erano inefficienti. Poi, finalmente, il bar tabacchi apre ti fai un caffè per calmrti e una bella, lunga, profonda, esustiva boccata di Marlboro roosa da riempirti i polmoni e far suonare gli allarmi “ATTENZIONE PERICOLO POLVERI SOTTILI..."

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venerdì, 17 ottobre 2008

SILVIO IL SOCIALISTA  
 
La crisi delle borse continua a tenere banco.
Il Berlusconi presidente operaio, si è improvvisato consulente finanziario, consigliando l'acquisto di specifiche azioni quotate al listino della borsa di Milano, ovvero quelle di Eni ed Enel che sarebbero sottovalutate (dice cento denti) da un mercato ormai «in preda al panico», e in particolare l'Eni, «grazie al prezzo del petrolio, quest'anno presenterà un profitto straordinario».
A chi il profitto? A noi!
Infatti, i piccoli polli che hanno comprato hanno fatto i… polli e son stati spennati ancora un po’.
Crollate a picco di un buon 5 o 6 percento.
Ma come sono contento.
Questo individuo, signori, questo fine analista finanziario lo abbiamo mandato a governare la nazione insieme a quell’altro cervellone della finanza “creativa”.
Ve la ricordate la finanza creativa di quella specie di economista Tremonti?
Le cartolarizzazioni, niente aiuti di stato, eccetera?
No eh? Non lo ricordate o fate finta di non ricordare?
Oggi lo psyconano squaliformes, l’Oxynotus centrina, invece, esce dalla tana con un aiutone di stato nella miglior tradizione della prima repubblica.
INVOCATO questo aiutino con il sorrisino soddisfatto di chi ancora una volta ci ha fregati.
Persino Libero Feltri s’è indignato! Feltri, cazzo, che per penna del suo accolito Giannino scrive,su quella specie di giornale da cesso: “Quando un capo di governo dice che bisogna dare aiuti di Stato alle imprese, i casi sono essenzialmente tre. Il primo è che voglia fare piaceri ad amici, o amici degli amici. Il secondo è che sia un socialista, un collettivista, uno statalista, chiamatelo come meglio vi piace. Il terzo è che abbia paura di quel che può succedere, se non si fa fare allo Stato quel che lo Stato pensate non dovrebbe fare quasi mai, almeno se siete un liberale. Le parole di Silvio Berlusconi pronunciate ieri rientrano in questa terza categoria.Dobbiamo sperarlo, almeno. In caso contrario, alla luce delle pessime prove date dallo Stato italiano nella storia quando ha allungato la sua mano nell’economia, poveri noi.”.
Berlusconi è tornato socialista! Aripaga Pantalone!
SVEGLIA coglioni! Questi non ci lasceranno con le toppe al culo, ce lo faranno il culo a cappill’e prete et similia.
Ma non vi vergognate nemmeno un poco forzisti? O siete pronti a voltare gabbana a seconda di quel che dice il vostro vero signore e padrone?
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