giovedì, 25 giugno 2009

                               

Benritrovati piccoli e grandi, signore e signori, cani e gatti, mosche e zanzare.
In effetti  la scalata dal maledetto buco dov'ero cascato, poco profondo in verità ma così difficile da scalare, è stata più lunga del previsto. Spesso e volentieri scambiamo piccoli avvallamenti per profondi burroni e questa convinzione tarpano un poco tanto le ali per cui ci si deve arrampicare a mani nude pur avendo corde e chiodi.
E’ un po’ come rinascere uscire fuori dal grigio molto scuro in cui si finisce sempre per errori simili se non identici. Ed è bellissimo tornare a respirare l’aria e sentirne gli odori (insomma gli odori… il puzzo! ).
Piccolo post per salutare tutti gli amici preoccupati un pochino della mia assenza. Grazie.
Son tornato ma vado a riperdermi mo mò nelle vacanze da singòl per vedere l’effetto che fa.
Buone cose a tutti.
 
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categoria:riflessioni, diario, vacanze
giovedì, 15 gennaio 2009

"...È stato aiere 'o juomo, 'a chiromante,

liggenneme cu 'a lente mmiezo 'a mano,
mm'ha ditto: "Siete stato un triste amante, vedete questa linea comme è strana?

Questa se chiamma 'a linea del cuore,
arriva mmiezo 'o palmo e po' ritorna.
Che v'aggia di, carissimo signore;
cu chesta linea vuie tenite 'e ccorne.

Guardate st'atu segno fatto a uncino,
stu segno ormai da tutti è risaputo
ca 'o porta mmiezo 'a mano San Martino,
o Santo prutettore d' 'e comute". (E ccorne; Totò)

Bè... all'anagrafe mi imposero il nome di Martino.
Quasi profeticamente, direi.
E allora? Non è forse vero, come aggiungeva Totò nella sua poesia, che persino Napoleone era cornuto ed è diventato un imperatore? E che dire dei vari VIPS che ci pregiano della loro cornuta presenza nei rotocalchi gossippari di questa Repubblica bananifera? E i cervi dal palco più bello non sono forse i migliori riproduttori ed hanno un harem di parecchie femmine? E i tori eh? I tori?
"Mi sento un toro" si sente ancora oggi dire davanti a rappresentati femminili della specie umana dotate di ehm... caratteristiche particolarmente esagerate. Dimenticando forse che il ruminante ha un bel paio di corna sul cranio?
 
Ma sì, facciamo le corna sperando non ci facciano le corna le nostre compagne… al cielo alla terra alla maniera tierra e cielo di partenopea memoria.
E se proprio diventiamo o siamo cornuti consoliamoci che per ogni cornuto certamente c’è una… vacca.
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venerdì, 28 novembre 2008

Ecco come un tornare a casa dall’ufficio, dopo una estenuante giornata di spiegazioni (sempre le stesse) all’utenza che fa domande ma non vuole capire le risposte, si trasforma in un decisamente in un pomeriggi di collera, avvilimento, sdegno. Tornare a casa e trovare la propria porta chiusa ma senza la toppa per la chiave ti fa girare le palle perché sai che sei stato visitato dai topi ma speri che non sia così. Sei avvilito per la confusione dei cassetti e armadi svuotati, libri e lettere buttati per aria. Sei sdegnato non tanto per le poche che quei rubagalline han portato via, ma per quello che esse rappresentavano per te. E soprattutto sei sdegnato per la tua intimità violentata. I tuoi abiti e maglioni, mutande e calzini sparpagliati per tutta la casa come nei lager dopo un’esecuzione. Ma questo puoi sopportarlo. Quello che VERAMENTE non si può sopportare è che ti abbiano rubato LE SIGARETTE CAZZO! E a quell’ora tutti i tabaccai sono chiusi! E ti senti perso e la collera di cui sopra si trasforma in stizza, rabbia, furore, bile, delirio, RAPTUS! E se prima eri disposto a perdonare essi che non sanno quello che hanno fatto (così fan tutti) adesso no, no cazzo. In quei momenti di alienazione mentale richiedi a gran voce e nell’ordine, la pena di morte, riapertura dei lager di Gentilini, dare fuoco ai barbùn, calci in culo a Gasparri (in culo non in faccia!), giri di chiglia a Dalema (la chigli del suo Icarus), pena di morte di nuovo, laserizzare definitivamente il cuoio cappelluto (la testa gnurànt …zzo avete capito!)e costringerlo a cantare “Fischia il vento” o, in subordine “Bandiera rossa” accompagnato dal fido Fede in controcanto, colorare Uòlter col lucido da scarpe color Testa di Moro e fargli cantare, dopo un ragionevole numero di manganellate “Ti saluto vado in Abissinia” o, in subordine “Fischia il sasso” con Franceschini a lucidarlo con morbida vero pelo 100x100 naturale di Aye Aye, dare fuoco ai babùn che fa freddo, affanculo ai radicali, Brunetta Bassotto Bastardo (per brevità BBB), rimodernare i lager di Gentilini che quelli di prima erano inefficienti. Poi, finalmente, il bar tabacchi apre ti fai un caffè per calmrti e una bella, lunga, profonda, esustiva boccata di Marlboro roosa da riempirti i polmoni e far suonare gli allarmi “ATTENZIONE PERICOLO POLVERI SOTTILI..."

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categoria:pensieri, riflessioni, vita, delirio, schifezze
mercoledì, 12 novembre 2008

 

 ...ma intanto corre, corre, corre la locomotiva
e sibila il vapore e sembra quasi cosa viva
e sembra dire a quanti curvi
il fischio che si spande in aria
"Fratello non temere io corro al mio dovere"
trionfi la giustizia proletaria...

F. Guccini, tanti tanti anni fa.

 

 

 

 

Ma qualcuno (a parte Mara  ) si ricorda di quei tempi di grande fermento politico e culturare, di quei momenti di condivisione dei grandi ideali: la libertà, L'emancipazione del proletariato, il diritto allo studio, i diritti civili, il lavorare meno lavorare tutti... 

Bé, la Storia si ripete con uomini diversi ma senza il grande carisma di quelli di ieri. Dove sono i Con-Bendit, I Capanna, i Bobbio ma anche artisti come Dylan o Baez e, perché no?, il Morandi di "C'era un ragazzo...", i Nomadi, De Andrè e il sunnominato.

Oggi, chi abbiamo oggi capace di dare respiro ai pur capaci polmoni giovanili di oggi?

 

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categoria:politica, riflessioni
lunedì, 13 ottobre 2008
E sto nascosta qui
con gli occhi spalancati
sulla luce
sciogliendo una a una le parole 
senza attendere da esse
mirabolanti note di appianamento
ma solo stille di rugiada timorose
con cui lenire dolcemente
quelle ferite senza soluzione
che s’annidano tenaci e virulente
tra le pieghe del cuore a ricordare
l’esatta percezione della gioia
effimera compagna del dolore
Sol questo aspetto
mentre canto
con voce di usignolo controtempo
che stornella pure
con una spina in gola
ad impedirlo.
 
http://perlasmarrita.splinder.com/post/18690827
 
E’ verso sera, quando il sole si tuffa dietro la collina a cercare nuove notti da violentare che forte è più del giorno l’attesa che un suono, una vibrazione, un segnale mi facciano capire che il mio cuore batte non solo per pompare sangue al corpo.
Ed alle mani, mani che sanno solo lasciare solchi su campi bianchi a volte intellegibili, altre inutili e vuote.
Mani che scivolano sicure quando i ricordi di trascorse passioni se ne impossessano al di là del dolore provato, della sofferenza regalata ed avuta gratis e senza spese di invio, a piene mani appunto.
Mani cui hai insegnato a sfiorare il tuo profilo, cingere i tuoi fianchi, accarezzare i tuoi capelli…
Mani senza una gomma da cancellare le macchie sulla nostra pagina.
Sono lì le pene, a ricordare il bel tempo.
Che non ci sarebbe mai stato se non ti avessi incontrato.
 
 
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categoria:poesie, poesia, amore, riflessioni, ricordi, introspezione
mercoledì, 01 ottobre 2008

Leggo testè sul giornale che nuvole scure, molto scure s’addensano sui capi dei maschietti fedifraghi!


Eh sì, il mal di testa strategico delle mogli e compagne non intenzionate a concedere le proprie grazie nell’alcova nuziale o in qualunque altro luogo della casa, pare proprio che abbia trasmigrato sui capi dei suddetti, i mariti e compagni traditori inveterati di quelle stesse grazie negate.


Questa volta l’allarme non giunge già dalla patria delle ricerche più astruse, gli Stati Uniti d’America ma da Torino, ancora suolo italiano in attesa che della secessione padana. La cefalea benigna sessuale”, come la chiama il luminare neurologo presso detto ospedale, colpirebbe circa il 12 percento dei maschietti infedeli & spergiuri.


Il problema è l’ansia da prestazione che tanto male fa all’organo a canne di noi poveretti, sempre pronti a interminabili cavalcate nelle celesti (se colorate) praterie a dimostrare possanza e virilità meglio del noto Siffredi, il John Holmes attuale.


Tempi duri dunque anzi durissimi se il neurologo afferma che Viagra, Cialis et similia, e perfino i rimedi dei nostri nonni come il vino rosso, i gamberi, la cioccolata.


E mò?  L’emicrania che si insinua tra le pieghe delle lenzuola così invadente ci coglie a noi maschi impreparati e, soprattutto, indifesi.


Pensate un po’ tornare a casa col feroce mal di testa da stress da traffico o da lavoro e lamentarci con lei … Ossignùr un ci voglio pensare.  




1 ottobre 2008

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categoria:riflessioni, fifablu
lunedì, 22 settembre 2008
Ventidue di settembre oggi, alle diciassette e quaranta il sole entra in bilancia e segna ufficialmente l’ingresso in autunno con qualche ora di anticipo, quest’anno, rispetto alla classica data del ventitre.
Come ogni anno, come ad ogni cambio di stagione alle sette ero già fuori, il sole spuntato da meno di mezz’ora ad assaporare l’aria tersa del mattino ed i colori meravigliosi della Valle a quest’ora e di questo tempo.
Colori leggeri, come acquerelli di Monet o Cézanne dipinti sulla tela dell’universo-casa dove ci muoviamo come formiche impazzite che hanno perso ogni direttiva.
Ad est il sole a quattro gradi sull’orizzonte illumina le colline coi raggi quasi radenti. Una luce particolare inonda i vigneti, facendo risaltare il verde argento delle foglie degli ulivi ed il bianco dei trulli; sulla collina di fronte cumuli bianchi di nuvole si alzano lentamente nel cielo celeste mentre a nord ovest si addensano nubi grigioscure.
Cambia il tempo: il maestrale che da giorni ha soffiato incessante si è attenuato a semplice brezza, segno inequivocabile del cambiamento in atto ed anch’io, in qualche modo sento il cambiamento. Ad ogni modo mi godo questo inizio mattino nei rumori attutiti del traffico quasi inesistente.
E’ bello essere vivi.
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categoria:pensieri, riflessioni, diario, impressioni, introspezione
lunedì, 01 settembre 2008
Il battito lento della Terra
 
 
Navigo sotto stelle diamantine
rosicchiando piano un paesaggio tra
grilli e zanzare e odore d’erba
bagnata compagno di lucciole
ultime scampate allo sterminio.
 
Estrema barricata di libertà
dalla mediocrità massificante
di questo mondo indifferente
al suono del battito lento
della Terra.
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venerdì, 22 agosto 2008

QUASI VENT’ANNI

...ccidenti

ricco e bello



Eccolo là, capello riccio d’accarezzare, il baffo nero come la notte dei tempi.

E già, quei tempi… Come si dice quando si vuol far gli intellettuali poliglotti? Ah si… ’I remember che erano tempi duri.
Allora c’era la lira, ve la rememberate la lira? Beh, già allora avevo delle amnesie su quella moneta che poco sostava nelle mie tasche!
Un po’ perché erano affette dalla sindrome dell’evasione, l’altro po’ perché scoprii una certa affinità con quel tale barba lunga finito con piedi e mani bucate… come le mie.
E le lunghe serate invernali a tremolare come le stelle nel cielo terso dal freddo pungente che non sembrava tale.
E i jeans a zampa di elefante che noi provincialotti dicevamo alla “Celentano”,
marca Roy Rogers e i medaglioni con stampati i titoli delle canzoni… io, sì anch’io, ne avevo uno con un bel “Sono Tremendo!” rosso scarlatto su fondo giallo canarino mai messo per vergogna? Timidezza? Mah!
E, parafrasando Baglioni, le lunghe corse affannate dietro alle “pucciuedde” (ragazze) tutte timorate di Dio e noi maschietti invece grandi scopatori.
E l’aria da bambino che mi chiedevano la carta d’identità al cinema per sospirare con la mitica Moana.
Si faceva sesso virtuale già allora ma, nell’improbabile caso accadesse, eravamo, ero, pronto.
Infatti la prima volta (ma non ditelo a nessuno neh!) fu TRAGICA, punto.
E non era nemmeno domenica. Eravamo al mare ed amare erano le lacrime, amare... Capita quando si perde una elle.
E le partite a biliardino e le suonate stonate del caro vecchio Lucio e Faber e Cicciociccio Er Meetico De Gregori… “ma tutto questo Alice non lo sa”.
Il Ciao Piaggio, straordinario mezzo su cui posavo le mie ciapètt e con cui posavo manco avessi una Ducati Scrambler 350, il mio sogno giovane.
E poi la Cinquecento rossa corallo e intanto il tempo passa e non ritorna più…
Vent’anni gente, “e vent’anni sembran pochi, poi ti volti a guardarli e non li trovi più”.
Eh!
E mi ricordo, infatti, un pomeriggio ameno / io e il mio amico specchio delle mie brame/ famoso illusionista bravo nelle trame / dal quale mi guardava uno strano tale /con moglie e tre figli e il mutuo da pagare/ mi presentò i miei cinquant’anni/ e il contratto scaduto col prete e pure col Comune…. Ed io risi, io risi, io risi.
E rido ancora.

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giovedì, 21 agosto 2008


2 AGOSTO 2008

Lo scodinzolo della bestia ci accompagna mentre infiliamo in auto il necessario per la prima giornata di mare giù a Trentova.
Come l’equipaggio di un aereo elenchiamo le cose da mare messe nel cofano della vecchia Tipo Fiat tuuutta contenta della vacanza: ombrellone… OK; zaino con costumi di ricambio e teli spiaggia… OK; borsa termica con una bottiglia da cinquecento ciccì di acqua minerale frizzante, una di chinotto san pellegrino più una di aranciata senza zuccheri aggiunti… OK; ghiaccio finto per borsa termica di cui sopra… OK! Ma insomma!
Sono passate da poco le otto del mattino ma la spiaggia, quella libera, è già piuttosto affollata al contrario del lido li a fianco (PUH!) quasi deserto.
Piantiamo l’umbrelùn nella sabbia umida e urgentemente in acqua che il richiamo atavico del grembo materno era così impellente che a momenti ce la facevamo addosso!
Il contatto della fresca acqua del Tirreno sulla pelle è godurioso veramente.
I muscoli erettori dei peli sono in piena attività ed è una sensazione mmm ecco!
Alle undici si torna a casa che il sole diobono è assolutamente ligio al suo dovere di… sole!
Infatti la scarpinata sino all’auto non è certo tra le più semplici.
Sono chiarissime le tracce che lasciamo sull’asfalto che si attacca alle ciabatte: dietro noi una scia di sudore e questo mondo tremolante nella calura. Le musiche di Ennio Morricone enfatizzano l’azione.
“Buona la prima” dice il regista (io) e ci infiliamo nel forno crematorio della Tipo adattata alla bisogna ché ora si gira un documentario tipo “Diocleziano e le persecuzioni ai cristiani in estate al mare".
A casa mi attacco alla bottiglia battendo il record mondiale di apnea fuori dall’acqua... l’acqua era “dentro” bevuta a cannella con sommo piacere dell’esofago e quant’altro.
Cuki appare, silenzioso fantasma color biondo miele, salutandoci caninamente.
Il furbastro ha sentito rumor di stoviglie ed è arrivato tomo tomo, a reclamare parte del rancio che il sottoscritto prepara con un delizioso grembiulino attorno alla vita (rosa e coi cuoricini! Dopo aver annusato l’aria ed aver deciso che il menu era di suo gradimento si accuccia leccandosi come da foto.

Insomma ci vuole il tempo che ci vuole per cuocere pasta e sughetto ed il canis bastardensis volge lo sguardo lontano, aspettando fiducioso.


Poteva tanta fiducia negli esseri umani non essere premiata? Certamente no ed ecco la sua brava ciotola di cibo che viene divorata in un battibaleno.
Abbaiando un ringraziamento il nostro si allontana ed è spettacolare guardarlo mentre osserva il vasto mare ed il lontano orizzonte cogitando sui massimi sistemi delle canine cose.


Deve aver risolto alcuni problemi esistenziali il nostro Cuki visto che dopo un po’ si dedicò alla sua vera specialità!
Quando si dice che il pensare stanca…
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