
).
categoria:riflessioni, diario, vacanze

).
"...È stato aiere 'o juomo, 'a chiromante,
liggenneme cu 'a lente mmiezo 'a mano,
mm'ha ditto: "Siete stato un triste amante, vedete questa linea comme è strana?
Questa se chiamma 'a linea del cuore,
arriva mmiezo 'o palmo e po' ritorna.
Che v'aggia di, carissimo signore;
cu chesta linea vuie tenite 'e ccorne.
Guardate st'atu segno fatto a uncino,
stu segno ormai da tutti è risaputo
ca 'o porta mmiezo 'a mano San Martino,
o Santo prutettore d' 'e comute". (E ccorne; Totò)

Ecco come un tornare a casa dall’ufficio, dopo una estenuante giornata di spiegazioni (sempre le stesse) all’utenza che fa domande ma non vuole capire le risposte, si trasforma in un decisamente in un pomeriggi di collera, avvilimento, sdegno. Tornare a casa e trovare la propria porta chiusa ma senza la toppa per la chiave ti fa girare le palle perché sai che sei stato visitato dai topi ma speri che non sia così. Sei avvilito per la confusione dei cassetti e armadi svuotati, libri e lettere buttati per aria. Sei sdegnato non tanto per le poche che quei rubagalline han portato via, ma per quello che esse rappresentavano per te. E soprattutto sei sdegnato per la tua intimità violentata. I tuoi abiti e maglioni, mutande e calzini sparpagliati per tutta la casa come nei lager dopo un’esecuzione. Ma questo puoi sopportarlo. Quello che VERAMENTE non si può sopportare è che ti abbiano rubato E a quell’ora tutti i tabaccai sono chiusi! E ti senti perso e la collera di cui sopra si trasforma in stizza, rabbia, furore, bile, delirio, RAPTUS! E se prima eri disposto a perdonare essi che non sanno quello che hanno fatto (così fan tutti) adesso no, no cazzo. In quei momenti di alienazione mentale richiedi a gran voce e nell’ordine, la pena di morte, riapertura dei lager di Gentilini, dare fuoco ai barbùn, calci in culo a Gasparri (in culo non in faccia!), giri di chiglia a Dalema (la chigli del suo Icarus), pena di morte di nuovo, laserizzare definitivamente il cuoio cappelluto (la testa gnurànt …zzo avete capito!)e costringerlo a cantare “Fischia il vento” o, in subordine “Bandiera rossa” accompagnato dal fido Fede in controcanto, colorare Uòlter col lucido da scarpe color Testa di Moro e fargli cantare, dopo un ragionevole numero di manganellate “Ti saluto vado in Abissinia” o, in subordine “Fischia il sasso” con Franceschini a lucidarlo con morbida vero pelo 100x100 naturale di Aye Aye, dare fuoco ai babùn che fa freddo, affanculo ai radicali, Brunetta Bassotto Bastardo (per brevità BBB), rimodernare i lager di Gentilini che quelli di prima erano inefficienti. Poi, finalmente, il bar tabacchi apre ti fai un caffè per calmrti e una bella, lunga, profonda, esustiva boccata di Marlboro roosa da riempirti i polmoni e far suonare gli allarmi
...ma intanto corre, corre, corre la locomotiva
e sibila il vapore e sembra quasi cosa viva
e sembra dire a quanti curvi
il fischio che si spande in aria
"Fratello non temere io corro al mio dovere"
trionfi la giustizia proletaria...
F. Guccini, tanti tanti anni fa.
Ma qualcuno (a parte Mara
) si ricorda di quei tempi di grande fermento politico e culturare, di quei momenti di condivisione dei grandi ideali: la libertà, L'emancipazione del proletariato, il diritto allo studio, i diritti civili, il lavorare meno lavorare tutti...
Bé, la Storia si ripete con uomini diversi ma senza il grande carisma di quelli di ieri. Dove sono i Con-Bendit, I Capanna, i Bobbio ma anche artisti come Dylan o Baez e, perché no?, il Morandi di "C'era un ragazzo...", i Nomadi, De Andrè e il sunnominato.
Oggi, chi abbiamo oggi capace di dare respiro ai pur capaci polmoni giovanili di oggi?
Leggo testè sul giornale che nuvole scure, molto scure s’addensano sui capi dei maschietti fedifraghi!
Eh sì, il mal di testa strategico delle mogli e compagne non intenzionate a concedere le proprie grazie nell’alcova nuziale o in qualunque altro luogo della casa, pare proprio che abbia trasmigrato sui capi dei suddetti, i mariti e compagni traditori inveterati di quelle stesse grazie negate.
Questa volta l’allarme non giunge già dalla patria delle ricerche più astruse, gli Stati Uniti d’America ma da Torino, ancora suolo italiano in attesa che della secessione padana. La cefalea benigna sessuale”, come la chiama il luminare neurologo presso detto ospedale, colpirebbe circa il 12 percento dei maschietti infedeli & spergiuri.
Il problema è l’ansia da prestazione che tanto male fa all’organo a canne di noi poveretti, sempre pronti a interminabili cavalcate nelle celesti (se colorate) praterie a dimostrare possanza e virilità meglio del noto Siffredi, il John Holmes attuale.
Tempi duri dunque anzi durissimi se il neurologo afferma che Viagra, Cialis et similia, e perfino i rimedi dei nostri nonni come il vino rosso, i gamberi, la cioccolata.
E mò? L’emicrania che si insinua tra le pieghe delle lenzuola così invadente ci coglie a noi maschi impreparati e, soprattutto, indifesi.
Pensate un po’ tornare a casa col feroce mal di testa da stress da traffico o da lavoro e lamentarci con lei
… Ossignùr un ci voglio pensare.






1 ottobre 2008

QUASI VENT’ANNI
...ccidenti

Eccolo là, capello riccio d’accarezzare, il baffo nero come la notte dei tempi.
E già, quei tempi… Come si dice quando si vuol far gli intellettuali poliglotti? Ah si… ’I remember che erano tempi duri.
Allora c’era la lira, ve la rememberate la lira? Beh, già allora avevo delle amnesie su quella moneta che poco sostava nelle mie tasche!
Un po’ perché erano affette dalla sindrome dell’evasione, l’altro po’ perché scoprii una certa affinità con quel tale barba lunga finito con piedi e mani bucate… come le mie.
E le lunghe serate invernali a tremolare come le stelle nel cielo terso dal freddo pungente che non sembrava tale.
E i jeans a zampa di elefante che noi provincialotti dicevamo alla “Celentano”,
marca Roy Rogers e i medaglioni con stampati i titoli delle canzoni… io, sì anch’io, ne avevo uno con un bel “Sono Tremendo!” rosso scarlatto su fondo giallo canarino mai messo per vergogna? Timidezza? Mah!
E, parafrasando Baglioni, le lunghe corse affannate dietro alle “pucciuedde” (ragazze) tutte timorate di Dio e noi maschietti invece grandi scopatori.
E l’aria da bambino che mi chiedevano la carta d’identità al cinema per sospirare con la mitica Moana.
Si faceva sesso virtuale già allora ma, nell’improbabile caso accadesse, eravamo, ero, pronto.
Infatti la prima volta (ma non ditelo a nessuno neh!) fu TRAGICA, punto.
E non era nemmeno domenica. Eravamo al mare ed amare erano le lacrime, amare... Capita quando si perde una elle.
E le partite a biliardino e le suonate stonate del caro vecchio Lucio e Faber e Cicciociccio Er Meetico De Gregori… “ma tutto questo Alice non lo sa”.
Il Ciao Piaggio, straordinario mezzo su cui posavo le mie ciapètt e con cui posavo manco avessi una Ducati Scrambler 350, il mio sogno giovane.
E poi la Cinquecento rossa corallo e intanto il tempo passa e non ritorna più…
Vent’anni gente, “e vent’anni sembran pochi, poi ti volti a guardarli e non li trovi più”.
Eh!
E mi ricordo, infatti, un pomeriggio ameno / io e il mio amico specchio delle mie brame/ famoso illusionista bravo nelle trame / dal quale mi guardava uno strano tale /con moglie e tre figli e il mutuo da pagare/ mi presentò i miei cinquant’anni/ e il contratto scaduto col prete e pure col Comune…. Ed io risi, io risi, io risi.
E rido ancora. 
Dopo aver annusato l’aria ed aver deciso che il menu era di suo gradimento si accuccia leccandosi come da foto.
Insomma ci vuole il tempo che ci vuole per cuocere pasta e sughetto ed il canis bastardensis volge lo sguardo lontano, aspettando fiducioso.

