sabato, 02 agosto 2008
PAESTUM
 
11 luglio 2008
 
Se perfino mostri sacri della letteratura come Ungaretti, Goethe, Tasso, Nietzsche hanno, in endecasillabi, versi sciolti od impressioni, magnificato Paestum significa che l’antica Poseidonia lascia un segno profondo in tutti coloro che la visitano guardando oltre la fredda pietra dei templi, immaginando le case, le strade, le
botteghe piene di gente affaccendata nelle incombenze giornaliere, indaffarata nei compiti giornalieri che ognuno aveva.
Allora si vedranno vite diafane, immateriali figure battere il ferro o portare l’acqua, assistere a tragedie nell’anfiteatro o ai riti propiziatori nei templi di Hera.
Lo scalpiccio dei piedi grandi e piccoli, calzati o no, che hanno calpestato e consumato per secoli le strade della città, ridendo e piangendo, odiando ed amando diventerà udibile dalle profondità del tempo dove pare debba finire questa perla dell’antichità lasciata languire e soffocare da amministratori de-efficienti sotto erbacce ed incuria.
Ma nemmeno le malerbe riescono a domare la maestosità delle colonne Doriche della Basilica o del tempio di Nettuno che da più di duemila anni guardano ad est, a quel sole sorgente di vita che vita diede a questo posto.
Peccato che, insensibile alla Storia ed alle sue origini, l’uomo contemporaneo cerchi in ogni modo di dimenticare il suo passato.
Che futuro mai avrà l’uomo senza passato?
Ecco il degrado, non c’è bisogno di parola alcuna.
 
  
 
   
 
   
 
   
 
  
 
 
 
 
 
 
postato da: noncelafopiu alle ore 16:19 | Permalink | commenti (1)
categoria:pensieri, viaggi, amore, riflessioni, ricordi, diario, vacanze, impressioni, degrado, paestum