giovedì, 11 dicembre 2008

L’insipido sapore di
diecimilatrecento giorni
vacui come crani scoperchiati
abbandonati ai cani del deserto
oggi li sento inutili, acqua al mare.
Nient’altro che ricordi aridi
che nulla hanno lasciato
disertando il loro fine.

Tabula rasa spianata dai venti
che oggi levigano ancor più
uno spirito evanescente come
l’alcool in questo bicchiere
macchiato mica tanto, opaco
sì da infinite ditate negli occhi
per segni di croce sbagliati.
Oh sublime vanità!

Sazio, ormai sono sazio
di vite sfogliate
conformi a se stesse,
identici i modi
“Il mio compito è questo!”
STOP, BASTA!
Eppure nel fuori di quel “IO”,
e ancora più oltre,
ecco l’albore che fora le nuvole
di una nuova infanzia.

Lo specchio riflette meglio di me.
La mia immagine, segni particolari:
incanto e disperazione.

04 dicembre 2008

postato da: noncelafopiu alle ore 08:55 | Permalink | commenti (1)
categoria:poesie, poesia, introspezione
martedì, 14 ottobre 2008

Questa volta è Mara la colpevole di ispirazione nella nuova puntata del sequel "tritasentimenti e qualcos'altro”, già.
La bella poesia è sua, ho cercato di rovinarla dal punto di vista del solito vecchio porco maschio sciovinista.

 
una notte di luna
 
E posso urlare a te di notti esangui 
candido il viso in pallide lenzuola
crateri gli occhi nel volerti ancora

Posso gridare il male che non feci
Posso negar la notte che mi davi
Avrei potuto e forse potrei ancora

Ma caddero le foglie ed i miei denti
Erano bianchi, ora gobbe inerti.
 
http://aquilonesenzavento.splinder.com/
 
  
E’ l’una di notte di una notte di notte di luna e non dormo.
Non ci riesco.
Sono prigioniero di un’insonnia che è diventata un’amica quasi cara da quando sei andata via. Da quanto?
Poche ore o giorni o mesi che importa?
Fisso il muro bianco davanti al lettone.
Ho tolto le tue fotografie sperando passasse più in fretta.
Invece vedo continuamente la tua figura sul muro appena lo sguardo si ferma un poco, come un’immagine sacra stampata sulla parete da chissà quale miracolo.
Ossignore! Chiedersi perché sei andata via, è inutile, vorrei non fosse successo ma è successo e comunque non ho scuse o perdoni da chiedere per tradimenti presunti che non esistono proprio.
Era la tua… gelosia? Eri stanca di me? E’ il mio orgoglio?
Dio che tempi quando si correva sull’orlo della notte aspettando che l’alba arrossasse noi vestiti solo di sabbia!
Adesso aspetto che un’altra alba possa spuntare di nuovo
tra le mille aurore tutte uguali, ma l’autunno è già qui sperando che non si trasformi troppo presto in inverno.
Limmagine è un'opera di Luciano Camillo Tucci www.lucianotucci.it
postato da: noncelafopiu alle ore 14:30 | Permalink | commenti (4)
categoria:poesie, poesia, amore, ricordi, vita, introspezione
lunedì, 13 ottobre 2008
E sto nascosta qui
con gli occhi spalancati
sulla luce
sciogliendo una a una le parole 
senza attendere da esse
mirabolanti note di appianamento
ma solo stille di rugiada timorose
con cui lenire dolcemente
quelle ferite senza soluzione
che s’annidano tenaci e virulente
tra le pieghe del cuore a ricordare
l’esatta percezione della gioia
effimera compagna del dolore
Sol questo aspetto
mentre canto
con voce di usignolo controtempo
che stornella pure
con una spina in gola
ad impedirlo.
 
http://perlasmarrita.splinder.com/post/18690827
 
E’ verso sera, quando il sole si tuffa dietro la collina a cercare nuove notti da violentare che forte è più del giorno l’attesa che un suono, una vibrazione, un segnale mi facciano capire che il mio cuore batte non solo per pompare sangue al corpo.
Ed alle mani, mani che sanno solo lasciare solchi su campi bianchi a volte intellegibili, altre inutili e vuote.
Mani che scivolano sicure quando i ricordi di trascorse passioni se ne impossessano al di là del dolore provato, della sofferenza regalata ed avuta gratis e senza spese di invio, a piene mani appunto.
Mani cui hai insegnato a sfiorare il tuo profilo, cingere i tuoi fianchi, accarezzare i tuoi capelli…
Mani senza una gomma da cancellare le macchie sulla nostra pagina.
Sono lì le pene, a ricordare il bel tempo.
Che non ci sarebbe mai stato se non ti avessi incontrato.
 
 
postato da: noncelafopiu alle ore 08:25 | Permalink | commenti (2)
categoria:poesie, poesia, amore, riflessioni, ricordi, introspezione
lunedì, 22 settembre 2008
Ventidue di settembre oggi, alle diciassette e quaranta il sole entra in bilancia e segna ufficialmente l’ingresso in autunno con qualche ora di anticipo, quest’anno, rispetto alla classica data del ventitre.
Come ogni anno, come ad ogni cambio di stagione alle sette ero già fuori, il sole spuntato da meno di mezz’ora ad assaporare l’aria tersa del mattino ed i colori meravigliosi della Valle a quest’ora e di questo tempo.
Colori leggeri, come acquerelli di Monet o Cézanne dipinti sulla tela dell’universo-casa dove ci muoviamo come formiche impazzite che hanno perso ogni direttiva.
Ad est il sole a quattro gradi sull’orizzonte illumina le colline coi raggi quasi radenti. Una luce particolare inonda i vigneti, facendo risaltare il verde argento delle foglie degli ulivi ed il bianco dei trulli; sulla collina di fronte cumuli bianchi di nuvole si alzano lentamente nel cielo celeste mentre a nord ovest si addensano nubi grigioscure.
Cambia il tempo: il maestrale che da giorni ha soffiato incessante si è attenuato a semplice brezza, segno inequivocabile del cambiamento in atto ed anch’io, in qualche modo sento il cambiamento. Ad ogni modo mi godo questo inizio mattino nei rumori attutiti del traffico quasi inesistente.
E’ bello essere vivi.
postato da: noncelafopiu alle ore 17:10 | Permalink | commenti
categoria:pensieri, riflessioni, diario, impressioni, introspezione
giovedì, 04 settembre 2008

 

 

AL PADRE
 
Padre,
Il lampo ed il rombo squarciano l’aria
mentre risalgo la china ora  affrancata
dalla distanza del tuo dormire.
Ascolto il tuo dire dal nero degli anni
letti alla deriva su libri finti.
Il tuo, oh il tuo fu strappato con pagine
ancora da comporre insieme.
Padre, mi hai dato le chiavi delle catene
adesso ti sento, ma dimmi:
di che colore sono i tuoi giorni?
postato da: noncelafopiu alle ore 15:09 | Permalink | commenti (3)
categoria:poesia, amore, introspezione
lunedì, 01 settembre 2008
Il battito lento della Terra
 
 
Navigo sotto stelle diamantine
rosicchiando piano un paesaggio tra
grilli e zanzare e odore d’erba
bagnata compagno di lucciole
ultime scampate allo sterminio.
 
Estrema barricata di libertà
dalla mediocrità massificante
di questo mondo indifferente
al suono del battito lento
della Terra.
postato da: noncelafopiu alle ore 11:03 | Permalink | commenti
categoria:pensieri, riflessioni, introspezione
venerdì, 29 agosto 2008

…nel mattatoio
dell’indifferenza io
mi spengo piano…
 
Ignoro il mio sentiero.
Se serberò memoria del sole
o dei miei passi
su questa barcaccia
di prati verdi e sassi.
Non so se smarrirò
le sillabe che lascio,
spoglie di suoni qui
dove il bisbiglio diventa
urlo forte di gemme
appena sbocciate
e subito cadute.
Io non so il mio posto
nello spettacolo del meriggio
né ho traccia di canovacci da seguire.
Attore senza trama
suono troppo debole
mi spengo
piano
nell’indifferenza.
postato da: noncelafopiu alle ore 09:16 | Permalink | commenti (1)
categoria:poesie, poesia, introspezione