
Quando su in Cielo son stelle propizie
e l'etterno piacer tutto sospeso
disioso ancor di più e più letizie,
‘l cor rovente come foco acceso,
bruciante e pronto a gustar lo frutto
che in dolce oblio par fosse già inteso
finir ingrato al cor e al volgo tutto,
ecco che ninfa vien, l’arco lei prese
con mano tesa a mo’ di pigliatutto.
Venus in Aries et in lei s’accese
stellium d’amor in sestile assai bello
degno da declamar come le imprese
de’ sommi Marte e Giove gran modelli
di Olimpiche e fascinose gesta.
Loro assai bravi a palpar li velli
furo pronti sempre a far la festa
con trucchi e inganni e virtù sbandita.
Et ella alfin al muscolo s’appresta
ma Orfeo sen và e voglia poi si frena
mentr’i vorria non finisse mai
e afflitto dal dolor ch’avea smarrita
la via del fior che porta alla delizia
cerca la mano distrazion fittizia
gabbato in sogno ma forte tra dita
il picciol omo assetato assai
trova l’amor da sol per meno pena








