giovedì, 18 dicembre 2008

 
E’ancora sera.
Ed ogni sera
i tanti tramonti
che accumulano gli anni
e gli ultimi raggi
di un sole morente
si spengono sui vetri
appannati dallo sfilare
delle stagioni.
 
Il mormorio delle onde
è litania che piano si placa
insieme al vento
nell’imbrunire.
 
E noi, soffusi di luna,
siamo utopie
di antichi amori
sul palcoscenico dell’anima.
postato da: noncelafopiu alle ore 09:21 | Permalink | commenti (8)
categoria:poesie, poesia
martedì, 16 dicembre 2008
Finisterrae, giù nel tacco.
Punta Ristola: qui si è distanti da tutto.
Di fronte solo mare e cominci a volare come un albatro o a nuotare come un delfino sulle ali o con le pinne della fantasia.
Il cielo è limpido, spazzato da una tramontana secca che lo ha pulito dalle ultime nuvole, il blu cupo dell’abisso contro il blu ancora più profondo dello spazio.
Il basso e l’alto sembrano contendersi questo lembo di terra come déi impegnati nell’ultima battaglia. Ed i rumori dello scontro si ascoltano più con la mente che con l’udito.
Sono rumori nascosti negli anfratti, nelle grotte, suoni che evocano immagini, memorie dell’inizio del tempo.
Fissando il riverbero del sole sulle onde lunghe, puoi immaginare Fletcher Christian o Long John Silver ammutinarsi ed abbaiare ordini alle proprie ciurme. O il Capitano Achab fissare l’orizzonte dal cassero del Pequod.
Sono sull’estremo scoglio di questa punta salentina.
Bagno la mano nei due mari, Adriatico e Jonio, che qui si congiungono in un amplesso turbolento.
E’ qui che nasce il mito, tra questi due mari.
Il mito di Leucàsia, la bellissima sirena bianca.
Bellissima ed anche mostruosa, conturbante, ammaliante e tremenda nella vendetta.
Si narra che essa, invaghitosi di un giovane pastore, tentasse più volte di sedurlo col suo canto meraviglioso ma il giovane, fedele alla sua innamorata, le resistette provocandone la furia.
Il suo fu un castigo feroce.
Sorprese i due amanti abbracciati sugli scogli di questo lembo di terra e scatenò una terribile tempesta che scagliò i due giovani in mare e poi sulla scogliera più e più volte fino ad ucciderli.
Poi divise i corpi lasciandoli sulle due punte opposte del golfo perché non si riunissero più.
In Olimpo Minerva assistette alla tragedia e, pietosa, trasformò i due teneri amanti in pietra: Punta Meliso e Punta Ristola che abbracciano questo specchio di mare.
Ricordi? Ci siamo stati su quella punta, abbracciati e gioiosi.
Così siamo noi due. Vivi, vivissimi nel nostro amore ma lontani come Melisso e Aristula, uniti e divisi da un destino-sirena che impedisce il compiersi della nostra felicità.
Col contributo degli dei invidiosi.
 
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categoria:amore, favole, ricordi, vita, diario
giovedì, 11 dicembre 2008

L’insipido sapore di
diecimilatrecento giorni
vacui come crani scoperchiati
abbandonati ai cani del deserto
oggi li sento inutili, acqua al mare.
Nient’altro che ricordi aridi
che nulla hanno lasciato
disertando il loro fine.

Tabula rasa spianata dai venti
che oggi levigano ancor più
uno spirito evanescente come
l’alcool in questo bicchiere
macchiato mica tanto, opaco
sì da infinite ditate negli occhi
per segni di croce sbagliati.
Oh sublime vanità!

Sazio, ormai sono sazio
di vite sfogliate
conformi a se stesse,
identici i modi
“Il mio compito è questo!”
STOP, BASTA!
Eppure nel fuori di quel “IO”,
e ancora più oltre,
ecco l’albore che fora le nuvole
di una nuova infanzia.

Lo specchio riflette meglio di me.
La mia immagine, segni particolari:
incanto e disperazione.

04 dicembre 2008

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categoria:poesie, poesia, introspezione
giovedì, 04 dicembre 2008
Otranto, il sole.
 
Piove la luce grande del cielo
sciogliendo l’ombra che si cela
nelle stanze cupe di fortezze di vento,
finalmente si arrendono le mura d’astio
all’incontenibile raggio.
 
Infine assolti da luoghi comuni,
liberi di rincorrerci e riprenderci
riconquistiamo il desiderio
di un nuovo principio.
 
11 AGOSTO 2005
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categoria:poesie, poesia, amore
lunedì, 01 dicembre 2008

Ricordo un mare d’inverno e
la spiaggia piena di conchiglie
portate dalle tempeste
il mugghio basso delle onde e
il loro frangersi in riccioli
di schiuma sugli scogli…
Ricordo
il sapore di salsedine delle tue labbra
e l’odore del vento tra i tuoi capelli
e l’ombra che avvolse il sole
e com’essa si dissolse.

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categoria:poesie, poesia