lunedì, 29 settembre 2008
 

 
 Torcendo l’ombra che mi insegue
ho voglia di accarezzare la tua voce
Sussurri che incendiano
i miei frammenti di infinito
tra una ferita nuda
e il cuore tra le mani.
 
 http://perlasmarrita.splinder.com/post/18279684/.....
 
Cammino, cane randagio senza alcuna meta.
Non ho più posti dove andare.
La polvere dell’oblio sotto e sopra le scarpe  mi attende nell’ombra.
Cattiva coscienza che mi aspetta da sempre e sempre su muri sporchi d’indifferenza.
Mulinelli di cartacce e foglie morte mi accompagnano nel breve viaggio verso l’oscurità.
Ombra anche tu, persa chissà quando e chissà dove, in un freddo mattino d’autunno o in una calda sera d’estate, tra i binari di una stazione più o meno centrale o tra i tavoli di qualche vecchio bistrôt.
Avrei desiderio, ho desiderio delle tue parole, dei tuoi bisbigli così eccitanti che da soli bruciano l’anima.
Ti vedo ombra pallida appena abbozzata nella bruma dei miei pensieri, tra i lecci del bosco, fra i coni di trulli diruti, nei granai, sulla sabbia,nell'acqua… tra le mie ansie e le mie teorie.
Labbra su labbra, piccole e grandi ed il battito duro del cuore che esausto sprizza faville, piccoli lampi d’infinito negli occhi.
Il buio mi accoglie come una nuova amante, mentre mi svesto dell’abito consunto della mia vita.
 
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categoria:racconti, fantasia
giovedì, 25 settembre 2008

24 settembre 2008
 
Insomma ieri, presi baracca e burattini, confermai agli amici la mia andata con loro a gozzovigliare (ma guarda un pocone!) in un ristorante gestito da un nostro ex collega di lavoro dal nome che da solo vale la visita: “Il Gozzoviglio”.
Proprio così! Un nome preludio dell’Inferno: la gola è uno dei sette peccati capitali, che peccato! Mancava, oltre a tutte le tabelle previste dalla burocrazia, quella di dantesca memoria “…lasciate ogni speranza, voi ch’intrate”.
Parcheggiata la Tipo nel campo di calcetto in disuso, attraversai il cancello e meraviglia! Palme e piscina, cactus ed ulivi, vasca dei pesci rossi e salici piangenti, mortaretti, bombe carta e tricche-tracche.
Elamadonna! Mormorai come il Piave nel secolo scorso.
Entrai in un ambiente caldo in legno, grandi vetrate con tende lievi che lasciavano intravvedere appena il fuori, lasciando all’imaginazione dimensione e profondità.
“Ecciao bastardone! Sono quasi le tre e dove cazzo sei finito?” Ecco il saluto caloroso che mi accolse appena entrato, eh gli amici…
Preso posto al mio posto arriva Saverio, l’ex collega: “Y allòr? Che vi porto?”
Queste, signore e signori, sono domande che non si devono porre ai meschini seduti a quel tavolo che, meschini appunto, nulla sanno della vita, di come va il mondo. Infatti sbarrarono gli occhi maschi e femmine, la mascella caduca quasi sullo sterno.
“Ma quello che vuoi!” fu la mia lesta risposta.
E allora andiamo! E cominciò il via vai del cameriere con gli antipasti cher vado ad elencare gioioso: carciofi interi prezzemolati sottolio su cuscino di lattughino, mozzarella di Gioa del Colle e prosciutto crudo ma non di Parma e nemmeno di San Daniele no, ma di don Ciccio di caravune, contadino allevatore, vinaio ex carbonaio (suo è anche l’ottimo vino Primitivo che ci accompagnerà per tutto il pranzo). Insalata di mare tepida con calamaretti, polpo, seppioline, dadini di cuore di sedano e carotine, sformati di cicorie e di funghi su letto di fave in purea e polpettine d’uovo ancora bollenti. I celestiali strumenti in accordatura improvvisi trovarono la nota giusta.
Cominciarono a suonare, i cori angelici, all’arrivo del primo primo: cavatellucci ai frutti di mare e pomodorini di una delicatezza quasi sublime; l’arancio del mitile accoppiato al rosa dell’anello di seppia ed al viola scuro del polpo con corollario rosso al pomodoro, illuminarono persino il grigio-topo del fuori rendendolo meno uggioso.
Il secondo primo fu altrettanto perfetto: accompagnato dal flauto di Pan e dalle ninfe Dafne e Crisopelea mi fu messo innanzi agli occhi il piatto di trofiette ai funghi di bosco freschi al pomodoro di cui sopra.
Sono lento nel mangiare e, mentre gli altri aspettavano il primo secondo, io ero ancora alle prese con le ultime trofiette chiuso al mondo esterno a noi (moi et la porteé).
“Eh?” fu la mia unica reazione, gli occhi persi chissà dove.
“Shhhh! Sta facendo l’amore con il sapore!” sentii appena.
Il secondo consistette in una fritturina di seppioline, merluzzetti, alicette e trigliette dorate e croccanti rigorosamente mangiate con tutte le spine coda compresa.
Dopo aver sganciato la cinghia dei pantaloni di un paio di fori,
Saverio sornione ci chiede “Vulite nu poco di frutta?”
“Ma no, basta che pieni siamo” eccetera furono le risposte.
“Signori e signore mèh, mica si può andar via senz’assaggiè la percoca di Turi al vino rosso!” Detto fatto, arrivò in tavola una panciuta brocca in terracotta ma panciuta assai da cui il nostro cavava col mestolo forato pezzi del frutto divino grondante il succo rosso dei salmenti nelle apposite coppette.
Signori miei mancavano solo i “ricchi premi & cotillons” che arrivarono poco dopo con pasticcini di sfoglia alla crema pasticcera e zucchero a velo tiepidi detti “sporcamuso”. Gioia e tripudio, un vero amore. Persino Afrodite avrebbe avuto le lacrime agli occhi mordendo simile delizia.
Tornai a casa sulle nuvole, portato in braccio da schiere angeliche; Serafini, Cherubini, Arcangeli, Dominazioni e Troni per l’occasione lasciati in libera uscita dal buon Dio.
 
 

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categoria:amore, diario, mangiare, mangiar bene
lunedì, 22 settembre 2008
Ventidue di settembre oggi, alle diciassette e quaranta il sole entra in bilancia e segna ufficialmente l’ingresso in autunno con qualche ora di anticipo, quest’anno, rispetto alla classica data del ventitre.
Come ogni anno, come ad ogni cambio di stagione alle sette ero già fuori, il sole spuntato da meno di mezz’ora ad assaporare l’aria tersa del mattino ed i colori meravigliosi della Valle a quest’ora e di questo tempo.
Colori leggeri, come acquerelli di Monet o Cézanne dipinti sulla tela dell’universo-casa dove ci muoviamo come formiche impazzite che hanno perso ogni direttiva.
Ad est il sole a quattro gradi sull’orizzonte illumina le colline coi raggi quasi radenti. Una luce particolare inonda i vigneti, facendo risaltare il verde argento delle foglie degli ulivi ed il bianco dei trulli; sulla collina di fronte cumuli bianchi di nuvole si alzano lentamente nel cielo celeste mentre a nord ovest si addensano nubi grigioscure.
Cambia il tempo: il maestrale che da giorni ha soffiato incessante si è attenuato a semplice brezza, segno inequivocabile del cambiamento in atto ed anch’io, in qualche modo sento il cambiamento. Ad ogni modo mi godo questo inizio mattino nei rumori attutiti del traffico quasi inesistente.
E’ bello essere vivi.
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categoria:pensieri, riflessioni, diario, impressioni, introspezione
giovedì, 18 settembre 2008

Guardommi ella et a lei mi trasse
spogliandosi di quel che avea addosso
mostrando in ciò d’aver una gran classe.
I’ stavvi steso e già piuttosto grosso

pronto a far tutto il mio dovere
quand’ecco ch’ella con una piroetta
disse volea trar maggior piacere
e tosto si gettò su l’asta eretta.

Invito chiaro ad usar il gusto
e assaporar le più nascoste pieghe
parmi di certo un consiglio giusto
di certo meglio che non farsi seghe.

In pompa magna apressi il fiore nero
guizzò la lingua tra le labbra rosa
infilzolle com’ è lancia davvero
la linfa lor davvero deliziosa

la tenni a lungo sempre in mia balìa
e l’aver dato a lei così piacere
l’accompagnò a saldar la voglia mia
e la sua voglia della fonte bere.

Con occhio acuto guardommi ella
e ratta s’apprestò a la cappella.

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categoria:poesie, poesia, amore
mercoledì, 17 settembre 2008
  
   Tempo non cambia no i miei sospiri
   col sol in Libra retto su le pale,
   il mare e il ciel color degli zaffiri
 
   quand’ella a se mi lega non v’è eguale
   d’Amor, beltà, passion che mi trasporta
   al culmine ideal e qui puntuale
 
   s’accende in me la fiamma che conforta
   ché forte son delle amorose altezze
   ed anche se la fiata pare corta
 
   parco non son di baci e di carezze
   ardore d’Ercole che forte, possente
   dissolve i brividi dell’amarezze
 
   e quando infine sfatta anche la mente
   i palpiti dei cor calmati assai
   stanco di certo ma non sazio ancora
   il nostro Amor non finirà giammai!
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categoria:poesie, poesia, amore
lunedì, 15 settembre 2008


 
I’che or guardo collo sguardo fiso
lo vello tuo spruzzato da rugiada
dacché d’amore ho lo core intriso 3
 
che trafitto ha come longa spada
lo tuo di cor con lampi di passione
spargend’ancor vigor che or dirada 6
 
rapito son, di me tu fai boccone
tornando a quella fonte a bere
m’incendo ancora e già ragione 9
 
si fugge via che l’amoroso foco
m’afferra, s’alza e ricomincia ‘l gioco. 11
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categoria:poesie, poesia, amore
giovedì, 11 settembre 2008

Va che roba! Neanche un piccolissimo buco nero creato per soddisfare i pavidi scienziati sussiegosi e catastrofisti
che ne aspettavano almeno uno.
Uno qualunque da confrontare col buco nero (quello si cosmico) del debito pubblico o di quell’altro buco nero dai denti di squalo che inghiotte, inghiotte, inghiotte senza curarsi delle rovine che si prospettano appena dietro l’angolo.
Il bosone (ma cosa c@§¤ sarà mai!)di Higgs (chi? quello di Magnum P.I.?) l’effimera particella di Dio sì ma quale? Il dio.ooo.ooo.ooo che partecipa agli utili? Oppure il dio dei senza dio, quelli che senza porre dei per lo mezzo scandagliano, scavano, indagano per capire il mondo?
Va a rotoli il mondo, ma che καζζο di squola avranno frequentato!
Per es. la Guzzanti sotto inchiesta per vilipendio al Papa… VILIPENDIO a Natziger quando dovrebbe essere lui ad essere processato per abuso della credulità popolare.
Va che roba come se il fatto di essere papa lo possa in qualche modo salvare.
Altro esempio far passare come un affare per il Popolo Italiano l’affaire Alitalia… Ma qualitalia dei miei zebedei! A loro le palanche a noi i debiti che sono pure debiti formativi dato che non abbiamo ancora capito che lorsignori a calci nel luogo deputato alla funzione essenziale dell’evacuazione dei prodotti di scarto della digestione dovrebbero essere presi! Bocciati, quindi, e tutti a cantare. via!


Ma che aspettate a batterci le mani
a metter le bandiere sul balcone?
Sono arrivati i re dei ciarlatani
i veri guitti sopra il carrozzone.
Venite tutti in piazza fra due ore
vi riempirete gli occhi di parole
la gola di sospiri per amore
e il cuor farà tremila capriole.

 

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categoria:politica, impressioni, censura, degrado
mercoledì, 10 settembre 2008

AROMA DI MOSTO SAPORE DI TE
 
Nell’aria tersa del mattino
fra i tendoni e le spalliere
carichi dell’oro antico dei
graspi, accarezzo i tuoi capelli
lo stesso colore del sole che
scalda ancora il cuore.
L’organetto suona
la stessa cantata
di ieri.
 
Nella frescura del palmento
tra gerle e cesti di neri
grappoli succosi,
i sospiri si mescolano
nel ribollire del mosto.
 
E ne lecco avido
le gocce zuccherine
tra il corvino
del tuo velluto e
la seta della tua pelle.
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categoria:poesie, poesia, amore
giovedì, 04 settembre 2008

 

 

AL PADRE
 
Padre,
Il lampo ed il rombo squarciano l’aria
mentre risalgo la china ora  affrancata
dalla distanza del tuo dormire.
Ascolto il tuo dire dal nero degli anni
letti alla deriva su libri finti.
Il tuo, oh il tuo fu strappato con pagine
ancora da comporre insieme.
Padre, mi hai dato le chiavi delle catene
adesso ti sento, ma dimmi:
di che colore sono i tuoi giorni?
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categoria:poesia, amore, introspezione
lunedì, 01 settembre 2008
Il battito lento della Terra
 
 
Navigo sotto stelle diamantine
rosicchiando piano un paesaggio tra
grilli e zanzare e odore d’erba
bagnata compagno di lucciole
ultime scampate allo sterminio.
 
Estrema barricata di libertà
dalla mediocrità massificante
di questo mondo indifferente
al suono del battito lento
della Terra.
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categoria:pensieri, riflessioni, introspezione