sabato, 30 agosto 2008
Stazione Ovest
 
Il Corvo gracchia
richiama I suoi
l’occhio perso alla Riffa
nazionale
la Volpe annusa guardinga
le code vecchie Recise
e le Posticce nuove
L’altoparlante chiama
l’arrivo Ma
Il treno attraversa veloce
questa Stazione Strana Ovest
qui
Non si ferma
mai.
postato da: noncelafopiu alle ore 16:53 | Permalink | commenti (2)
categoria:
venerdì, 29 agosto 2008

…nel mattatoio
dell’indifferenza io
mi spengo piano…
 
Ignoro il mio sentiero.
Se serberò memoria del sole
o dei miei passi
su questa barcaccia
di prati verdi e sassi.
Non so se smarrirò
le sillabe che lascio,
spoglie di suoni qui
dove il bisbiglio diventa
urlo forte di gemme
appena sbocciate
e subito cadute.
Io non so il mio posto
nello spettacolo del meriggio
né ho traccia di canovacci da seguire.
Attore senza trama
suono troppo debole
mi spengo
piano
nell’indifferenza.
postato da: noncelafopiu alle ore 09:16 | Permalink | commenti (1)
categoria:poesie, poesia, introspezione
giovedì, 28 agosto 2008
Marina di Vernole (LE)
 
23 agosto 2008
 
Ma tu pensa si fanno centinaia o migliaia di chilometri per cercare posti "incontaminati e poi, casualmente vicino casa tua, ne trovi uno... così!
 

 
Dopo aver fatto gli scongiuri del caso,
ci siamo tuffati su ed in quel mare di sabbia ed acqua azzurra e chiara già cantate dal Petrarca e dal Battisti.
 
 
Che posto cari amici vicini.
E che pasti, cari amici lontani.
 
            
         
Sorvolo sul polpo in insalata con julienne di carote e peperoni al profumo di menta e al sarago pizzuto arrosto, che ho osservato prima e mangiato poi in religioso silenzio, CFM (causa forza maggiore, io sono solo capitàno ed eseguo gli ordini del superiore stomaco, cose che càpitano).
Il rumore della risacca sulla spiaggia accompagna il pranzo degnamente come l'odore di salsedine perfettamente amalgamati negli aromi delle pietanze e del vino bianco del Salento IGT, Fiano per la precisione delle cantine Conti Zecca, dal colore giallo paglierino con riflessi verdognoli e profumo intenso di frutti esotici, gusto ricco, sapido, dal finale persistente un vero nettare degli Dei (quelli con la maiuscola).

 
 
Ma le vacanze non finiscono mai si chiederà qualcuno? Embè? Al mondo c'è chi può e chi non può, io può!
 
postato da: noncelafopiu alle ore 09:21 | Permalink | commenti (3)
categoria:amore, diario, vacanze
martedì, 26 agosto 2008

 


Acqua vorrei tu fossi.
Acqua che scivola lieve tra le dita.
Acqua che bagna il corpo assetato.
Acqua bollente d’amore.
Acqua ghiacciata d’odio se occorre.
Acqua rabbiosa che rompe e distrugge
e ricopre il nulla che dentro opprime.
Acqua che netta lo sconcio del tempo.
Acqua che porti un po’di vita
nei cuori siccitosi da troppo tempo.
Acqua vorrei tu fossi
ed io scoglio da te abbracciato.

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categoria:poesie, poesia, amore
venerdì, 22 agosto 2008

QUASI VENT’ANNI

...ccidenti

ricco e bello



Eccolo là, capello riccio d’accarezzare, il baffo nero come la notte dei tempi.

E già, quei tempi… Come si dice quando si vuol far gli intellettuali poliglotti? Ah si… ’I remember che erano tempi duri.
Allora c’era la lira, ve la rememberate la lira? Beh, già allora avevo delle amnesie su quella moneta che poco sostava nelle mie tasche!
Un po’ perché erano affette dalla sindrome dell’evasione, l’altro po’ perché scoprii una certa affinità con quel tale barba lunga finito con piedi e mani bucate… come le mie.
E le lunghe serate invernali a tremolare come le stelle nel cielo terso dal freddo pungente che non sembrava tale.
E i jeans a zampa di elefante che noi provincialotti dicevamo alla “Celentano”,
marca Roy Rogers e i medaglioni con stampati i titoli delle canzoni… io, sì anch’io, ne avevo uno con un bel “Sono Tremendo!” rosso scarlatto su fondo giallo canarino mai messo per vergogna? Timidezza? Mah!
E, parafrasando Baglioni, le lunghe corse affannate dietro alle “pucciuedde” (ragazze) tutte timorate di Dio e noi maschietti invece grandi scopatori.
E l’aria da bambino che mi chiedevano la carta d’identità al cinema per sospirare con la mitica Moana.
Si faceva sesso virtuale già allora ma, nell’improbabile caso accadesse, eravamo, ero, pronto.
Infatti la prima volta (ma non ditelo a nessuno neh!) fu TRAGICA, punto.
E non era nemmeno domenica. Eravamo al mare ed amare erano le lacrime, amare... Capita quando si perde una elle.
E le partite a biliardino e le suonate stonate del caro vecchio Lucio e Faber e Cicciociccio Er Meetico De Gregori… “ma tutto questo Alice non lo sa”.
Il Ciao Piaggio, straordinario mezzo su cui posavo le mie ciapètt e con cui posavo manco avessi una Ducati Scrambler 350, il mio sogno giovane.
E poi la Cinquecento rossa corallo e intanto il tempo passa e non ritorna più…
Vent’anni gente, “e vent’anni sembran pochi, poi ti volti a guardarli e non li trovi più”.
Eh!
E mi ricordo, infatti, un pomeriggio ameno / io e il mio amico specchio delle mie brame/ famoso illusionista bravo nelle trame / dal quale mi guardava uno strano tale /con moglie e tre figli e il mutuo da pagare/ mi presentò i miei cinquant’anni/ e il contratto scaduto col prete e pure col Comune…. Ed io risi, io risi, io risi.
E rido ancora.

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categoria:pensieri, amore, riflessioni, favole, ricordi, vita, diario, impressioni
giovedì, 21 agosto 2008


2 AGOSTO 2008

Lo scodinzolo della bestia ci accompagna mentre infiliamo in auto il necessario per la prima giornata di mare giù a Trentova.
Come l’equipaggio di un aereo elenchiamo le cose da mare messe nel cofano della vecchia Tipo Fiat tuuutta contenta della vacanza: ombrellone… OK; zaino con costumi di ricambio e teli spiaggia… OK; borsa termica con una bottiglia da cinquecento ciccì di acqua minerale frizzante, una di chinotto san pellegrino più una di aranciata senza zuccheri aggiunti… OK; ghiaccio finto per borsa termica di cui sopra… OK! Ma insomma!
Sono passate da poco le otto del mattino ma la spiaggia, quella libera, è già piuttosto affollata al contrario del lido li a fianco (PUH!) quasi deserto.
Piantiamo l’umbrelùn nella sabbia umida e urgentemente in acqua che il richiamo atavico del grembo materno era così impellente che a momenti ce la facevamo addosso!
Il contatto della fresca acqua del Tirreno sulla pelle è godurioso veramente.
I muscoli erettori dei peli sono in piena attività ed è una sensazione mmm ecco!
Alle undici si torna a casa che il sole diobono è assolutamente ligio al suo dovere di… sole!
Infatti la scarpinata sino all’auto non è certo tra le più semplici.
Sono chiarissime le tracce che lasciamo sull’asfalto che si attacca alle ciabatte: dietro noi una scia di sudore e questo mondo tremolante nella calura. Le musiche di Ennio Morricone enfatizzano l’azione.
“Buona la prima” dice il regista (io) e ci infiliamo nel forno crematorio della Tipo adattata alla bisogna ché ora si gira un documentario tipo “Diocleziano e le persecuzioni ai cristiani in estate al mare".
A casa mi attacco alla bottiglia battendo il record mondiale di apnea fuori dall’acqua... l’acqua era “dentro” bevuta a cannella con sommo piacere dell’esofago e quant’altro.
Cuki appare, silenzioso fantasma color biondo miele, salutandoci caninamente.
Il furbastro ha sentito rumor di stoviglie ed è arrivato tomo tomo, a reclamare parte del rancio che il sottoscritto prepara con un delizioso grembiulino attorno alla vita (rosa e coi cuoricini! Dopo aver annusato l’aria ed aver deciso che il menu era di suo gradimento si accuccia leccandosi come da foto.

Insomma ci vuole il tempo che ci vuole per cuocere pasta e sughetto ed il canis bastardensis volge lo sguardo lontano, aspettando fiducioso.


Poteva tanta fiducia negli esseri umani non essere premiata? Certamente no ed ecco la sua brava ciotola di cibo che viene divorata in un battibaleno.
Abbaiando un ringraziamento il nostro si allontana ed è spettacolare guardarlo mentre osserva il vasto mare ed il lontano orizzonte cogitando sui massimi sistemi delle canine cose.


Deve aver risolto alcuni problemi esistenziali il nostro Cuki visto che dopo un po’ si dedicò alla sua vera specialità!
Quando si dice che il pensare stanca…
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categoria:pensieri, viaggi, amore, riflessioni, racconti, ricordi, diario, vacanze
mercoledì, 20 agosto 2008
2 AGOSTO 2007
 
 
Primo giorno di vacanza.
Un po’ di tempo da dedicare alla contemplazione del mare e del cielo, delle rondini e dei gabbiani, delle api il ronzio attorno alla siepe.
Ascoltare il muggito lontano della bufala o il tuono brontolare sul monte Stella.
 
Alle sei del mattino sono già in giardino a respirare l’aria frizzante odorosa di mare che, seicento e passa metri più a valle, sembra liscio come l’olio
Tabula rasa sciupata dalle scie di qualche mattiniero turista in barca; Capri è laggiù a più di quaranta miglia, sembra sospesa sul banco di nebbia che copre l’orizzonte.
Tutto è silenzio ed in effetti “s’annega il pensier mio” all’illimitato spazio davanti a me ed io, piccolo uomo, naufrago dolcemente in questo mare.
  
Sento toccarmi una gamba, ero talmente contemplativo che non ho sentito Cuki il bastardo conosciuto un anno fa qui e rimasto nel nostro cuore e noi nel suo.
Cuki col suo naso bagnato mi invita al gioco e abbiamo giocato rincorrendoci sull’erba ancora umida dal temporale di ieri, catturandoci a vicenda, mozzicandoci persino e lui era cane ed io ero cane e abbiamo ringhiato insieme ed abbaiato, ed ululato al volo delle rondini finche la mia “umanità” ha avuto la meglio e, stanco morto, mi ha “stoppato” sull’erba fresca con il Cuki che mi guarda scodinzolando e mugolando.
“Sono dispiacente, ma uncelafopiù caro amico a quattro zampe”. Lui parve capire e mi si accuccia accanto, la testa appoggiata sulla coscia.
E’ piacevole per entrambi stare all’ombra della casa, anche se tra poco il sole farà capolino dal tetto e addio frescura ma…osti son le sette e mi aspetta il caffè, saluto Cuki che mi guarda sorpreso e corro dentro.
Monica dorme ancora.
La sveglierò con l’aroma del caffè ed un bacio.
 
(continua)
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categoria:pensieri, viaggi, riflessioni, diario, vacanze
mercoledì, 13 agosto 2008
Sarà forse che fra due ore due sarò insieme a LEI quella LEI maiuscola che ha mitigato il mio scassatissimo carattere (e riempito il cuore ) o che staccherò dal lavoro per quattro giorni filati o bho? ma chenneso! sia come sia oggi mi sento enigmatico e comprensibile allo stesso momento.
E’ questa la sovrapposizione di stati della meccanica quantistica?
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categoria:pensieri, amore, riflessioni, vacanze
martedì, 12 agosto 2008

 

 

Voglio un sudario di muschio
e per cuscino radici di lecci
e non croci sul tumulo ma
fiori rossi come il cuore che
forte amò fino a scoppiare
oh sì!

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categoria:poesie, poesia
giovedì, 07 agosto 2008
IL FANNULLONE
 
4 AGOSTO 2008    lunedì
 
Sono uno statale “Fannullone”.
Anzi sono IL Fannullone.
La Maiuscola è d’obbligo, tutti possono essere definiti “fannulloni” ma noi statali siamo la quintessenza, la crema, il fior fiore, il gotha, il jet set, l’empireo del fannullonismo! Ergo noblesse oblige.
Dopo una notte di bagordi passata in vari locali alla moda, con abuso di drinks very alcoholic da quindici eurozzi al colpo, mi crogiolo nel letto di rose. La sveglia ha suonato la musichetta che mi piace tanto “Calma, la calmitudine è una virtù della vita ed è lunedì, oggi malato come tutti i lunedì!”
Il mio pingue conto in banca è un po’ meno pingue ma chissenefotte! mò mi arriva tomo tomo lo stipendione che riporterà i miei vari conti alle Cayman, Tobago, Monacò, Luxembourg, Andorra a livelli mai visti prima: ci sono gli aumenti e gli arretrati!
Ho cambiato il mio SUV con uno very original very americano, costano meno al cambio attuale, cinquemilacinquecentociccì di vera potenza groar ed ho cambiato pochi giorni fa l’arredamento al mio loft. In piscina ho fatto installare uno scivolo e stasera ho un barbecue con altri quaranta “Fannulloni” come me nel mio giardino da mezzo ettaro.
Ci sarà anche il capo che mi onora con la sua presenza fannullonesca, ed il ministro, IL MINISTRO: un vero artista!
Pensate che l’On. Prof. Ministro ha percepito lo stipendio di parlamentare europeo intero sino ad aprile 2004, pur essendo assente alle sedute mediamente una volta su due! Mica si è decurtato la busta paga del cinquantunovirgolaottantottopercento. Eh no, altrimenti che Ministro sarebbe? E’ così che si fa. Un ottimo esempio per noi Fannulloni.
Ah il mio capo però, lui sì che un fannullone DOCG: si è fatto un ventisette metri da sogno.
Doppio divano posto su entrambi i lati del salone con un televisore al plasma da 32 pollici a scomparsa che divide il salotto dalla zona pranzo; giù (perché poi dire sottocoperta che è più lungo e poi mica ho visto coperte sul pavimento di sopra… boh!) la cabina armatoriale (uè credevo di vedere pistole e fucili macchèèè) una vera e propria suite luminosa e spaziosa, grazie alle due ampie finestrature open-view poste su entrambi i lati.
Oltre alla cabina dell’armatore, si trovano una doppia cabina con letti gemelli e bagno privato e una cabina VIP situata a prua.
Due motori da 2211 mHp soddisfano ampiamente le aspettative, spingendo la velocità massima fino a 29 nodi, con una velocità di crociera di 26.
In confidenza mi ha rivelato che se mi do da fare in capo a due o tre anni, con l’attuale ministro, potrò farmelo anch’io un yacht così.
La sveglia insiste, che palle.
Usti, sono quasi in ritardo, ma chissenefrega, sò Fannullone…


-Senza pretesa di voler strafare
io dormo al giorno quattordici ore
anche per questo nel mio rione
godo la fama di fannullone
ma non si sdegni la brava gente
se nella vita non riesco a far niente.-

(De Andrè - Villaggio, Il fannullone)
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