mercoledì, 30 luglio 2008
La strada dei ricordi e tortuosa, spendidi momenti diventano sfocati e si obliano poi un odore, un sapore, il borbottio della moka ti racconta sommessamente di altri tempi, altri luoghi, altri caffè...
E va il carro di luce spruzzando
negli spazi d’ombra della terra
il colore dei prati e degli steccati
dove l’erba ride alla carezza dei raggi
nel mattino brumoso dopo la pioggia.
Aleggia un buon odore di caffè
il borboglio della cuccuma invita alla sveglia.  
Lieve ti stiracchi allungando le braccia
tra le lenzuola umide di voglie appena placate
mordi famelica la brioche di crema e alchermes
e bevi golosa la schiuma di latte appena        con l
corretta da un capriccio di nutella.
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lunedì, 28 luglio 2008
VELIA-ELEA
 
9 LUGLIO 2008
 
Quel giorno decidemmo di visitare Velia, l’antica Elea, fondata dai Focei antichi popoli emigranti clandestini pure loro che, per scampare ai Persiani di Ciro il Grande, migrarono per il Mediterraneo per approdare alla fine nella terra degli Enotri.
Dopo aver parcheggiato sotto il ponte della ferrovia all’ingresso ci guardano un po’ stupiti.
“Siete già la seconda coppia che visita la città!” esclama la bigliettaia che poi ci fa perdere la testa per raggranellare i quattro dico quattro euro (due ad personam) per entrare che non aveva il resto di cinque dico cinque euro.
Già questo la dice lunga sullo “stato di salute” della cultura da queste parti, che sono pure le “mie parti” in quanto terrone come e più di loro. Stato di salute che sarebbe peggiorato a Paestum, ma questa è un’altra storia.
Dunque siamo entrati in quella che fu la patria dell’omonima Scuola Filosofica istituita da Parmenide (« ... Orbene io ti dirò, e tu ascolta accuratamente il discorso, quali sono le vie di ricerca che sole sono da pensare: l'una che "è" e che non è possibile che non sia, e questo è il sentiero della Persuasione (infatti segue la Verità), l'altra che "non è" e che è necessario che non sia, e io ti dico che questo è un sentiero del tutto inaccessibile: infatti non potresti avere cognizione di ciò che non è (poiché non è possibile), né potresti esprimerlo. ...” Infatti lo stesso è pensare ed essere ») detta “veneranda e terribile” da Platone e precursore della civiltà occidentale a detta di Popper, dalla Porta Marina Sud salendo verso la Porta Rosa.
 
 
Siamo passati davanti e dentro le Terme Imperiali 
 
 
 
dove è ancora visibile il pavimento a mosaico.
 
 
Immaginavo Cicerone, Orazio e la gente comune rilassarsi in quel luogo duemila e passa anni fa.
Attraversando l’agorà di Velia per un attimo ho rivisto fantasmi di vita passeggiare per quel luogo: lo Zenone dei famosi paradossi, lo stesso terribile Parmenide o Melisso di Samo e li vedevo cogitabondi (bel termine eh?) a meditare sull’essere e sull’errore dei sensi.
Riprendiamo la salita.
Il sole picchia forte ma fortunatamente ci sono fontanelle alle quali dissetarsi. Su sempre più su sino alla torre angioina che ha inglobato parte del tempio dedicato, forse, ad Athena. 
La vista è… stupenda ed il pensiero va ai miliardi di occhi che hanno potuto godere di questo panorama nei secoli nella buona o cattiva fortuna, ormai polvere dispersa e forse nemmeno ricordo.
 
La bellezza del luogo però nulla può contro i borbottii di protesta provenienti dai nostri stomaci. Via allora alla ricerca di un ristorante che possa spegnere i morsi della fame.
 
Sul lungomare di Ascea Marina lo becchiamo al primo colpo!
Uè, consigliato dal Touring: la Lampara si chiama sull’omonimo lido.  
Siamo i primi clienti vista l’ora (mezzogiorno e mezzo, e ci si è chiesti e chiesto se la cucina fosse in funzione: “Ma certo!” ha escamato il gestore che ci ha accompagnato sulla veranda che dava sulla spiaggia privata del lido.
Signori una gioia per gli occhi ed il palato.
Antipasti di terra e di mare. Salumi e sottoli cilentani, misto mare in insalata (moscardini, seppioline e cozze), alici marinate, uno spaghetto al dente con generosissima aggiunta di cozze, pesce spada alla brace aromatizzato al rosmarino, frittura freschissima di paranza che, diobono, ti fa far pace col mondo cane, innaffiato come si deve con un Cilento bianco DOC della Barone Vini dal colore giallo paglierino, odore delicato e sapore fresco, armonico.
Dodici gradi aggiunti ai trenta dell’esterno hanno provocato quella che io chiamo “Superiore E Sublime Distacco Dal Mondo Crudele E Sorriso Ebete
Grazie.”
io sazio ma non satollo
 
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martedì, 22 luglio 2008
VACANZE AGROPOLESI
 
Lungo il Golfo di Salerno varie gemme sono incastonate sui versanti montani che guardano il mare Tirreno.
Una di queste è Agropoli, la Porta del Cilento.
E’ il terzo anno che passiamo un paio di settimane di vacanze in questa riserva di bellezza.
Salendo per la ripidissima e strettissima via Eduardo De Filippo, attraverso un breve tunnel di alberi abbracciati in alto come teneri amanti a celare il cielo blu con le fronde scosse appena dalla brezza, si giunge infine sul cocuzzolo accompagnati da preghiere scritte a vernice rossa su cartelli di cartone invitanti ad “andare piano” e qui il respiro perde un colpo e gli occhi si spalancano: la cittadina è sulla rupe di fronte a noi, a picco sul porticciolo e il mare.

 
 
L’emozione che ci prende è sempre uguale, da tre anni.
Ci fermiamo un momento a riempirci gli occhi ed imbocchiamo la stradina che ci porta al piccolo nido affacciato splendidamente sulla Baia di Trentova tra il monte Tresino e la lunga linea della Costiera Amalfitana.  

            

(il nido)                                                                         (Monte Tresino)

Di fronte Capri, a 35 miglia, visibilissima nelle giornate di maestrale.
 
Ed è qui, su questo ciglio estremo che prima di ogni altra cosa colmiamo l’anima e gli occhi di questa meraviglia, meravigliati ogni volta dalla generosità della Natura così prodiga coi suoi figli e da loro continuamente violentata.
 
 
Un gabbiano plana pigro sulla baia mentre stormi di rondini e balestrucci sfrecciano veloci davanti a noi.
E’ in questo paradiso che trascorreremo i prossimi quindici giorni…
postato da: noncelafopiu alle ore 14:26 | Permalink | commenti (2)
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